RISTRUTTURARE CASA

Le regole per i lavori di ristrutturazione sono precise.Per semplicità possiamo dividere il tipo d’intervento in tre categorie: ristrutturazioni ordinarie e straordinarie, e interventi più complessi che richiedono una vera e propria concessione edilizia. Ristrutturazione ordinaria Nella ristrutturazione ordinaria rientrano tutti i lavori che riguardano l’abbellimento dell’appartamento e che non vanno ad intaccare la struttura dell’edificio. Per esempio: se volete risistemare il bagno o la cucina, cambiando i sanitari, le piastrelle e i pavimenti, non dovete avvisare nessuno. Analogamente, non dovete richiedere l’autorizzazione a nessuno anche se volete togliere le piastrelle del salone e sostituirle con parquet, oppure eseguire lavori di controsoffittatura (in questo caso però vanno rispettati i limiti d’altezza del regolamento edilizio). Semmai sarà buona educazione avvisare l’amministrazione del condominio delle vostre intenzioni e chiedere scusa ai vicini di casa, magari con un messaggio nella bacheca in portineria, per i piccoli fastidi che i vostri lavori arrecheranno. La ristrutturazione straordinaria Se si tratta di lavori di ristrutturazione straordinaria come, per esempio, lo spostamento o l’abbattimento di muri interni, oppure la ristrutturazione del solaio o l’inserimento di una scala interna di collegamento, l’iter è diverso. Bisogna fare una denuncia all’ufficio competente del Comune. Di solito chi si occupa di queste pratiche è il settore Edilizia Privata: la richiesta comporterà la compilazione di alcuni moduli e allegati. Il fai-da-te in questo caso non è consentito. Infatti è indispensabile la consulenza di un professionista iscritto all’Albo: geometra, architetto o ingegnere poco importa, l’importante è semmai che sia in sintonia con i vostri gusti e comprenda subito le vostre esigenze. Sarà con questa persona che metterete su carta tutti i vostri progetti, sogni, esigenze. Sarà infatti compito suo preparare la documentazione necessaria, verificarne la fattibilità, firmare i progetti e assumere la direzione dei lavori. La denuncia d’inizio attività (Dia), fatta per ogni singola unità immobiliare, sarà presentata dal professionista e accompagnata da una relazione tecnica da lui eseguita. Nella direzione dei lavori è compresa la responsabilità della scelta dei fornitori: quindi sarà con lui che vaglierete i preventivi dei muratori, idraulici ed elettricisti. Nella domanda di inizio lavori si dovrà dichiarare che le opere eseguite sono effettivamente quelle descritte nella relazione e che l’immobile non è vincolato. Nel caso invece la vostra casa sorga in un centro storico o comunque sia soggetta alla cura della Sovraintendenza ai Beni Artistici, dovrete verificare che il notaio che ha curato il rogito abbia provveduto a comunicare il cambio di proprietà alla Sovraintendenza stessa (per la verità lo fanno quasi sempre). In caso contrario fino a quando non sarà registrata questa variazione non potrete iniziare i lavori. Alla domanda di inizio lavori dovranno inoltre essere allegati i disegni ante e post operam (cioè prima e dopo i lavori), i dati catastali, la relazione già citata e il nominativo della ditta esecutrice dei lavori. Ci saranno da pagare i Diritti di segreteria (da cui però si può essere esonerati se, nell’intervento si abbattono barriere architettoniche per i portatori di handicap) mentre alcuni Comuni richiedono ancora una ulteriore marca da bollo. In questo caso protestate vivacemente perché è un retaggio di una norma precedente e non è più necessaria. Si dovrà inoltre dichiarare che tutte le opere eseguite non modificano la destinazione d’uso della costruzione e delle singole unità immobiliari; non recano pregiudizio alla statica dell’immobile e rispettano le norme di sicurezza. La relazione tecnica deve affermare pure che i lavori non sono in contrasto con il regolamento edilizio vigente e che sono rispettate le norme igienico-sanitarie. Ovviamente tutte questi vincoli vanno anche rispettati, e qui entra in gioco l’abilità del vostro progettista. • La concessione edilizia Ancora più complesse le pratiche quando si deve procedere a una ristrutturazione interna ed esterna dell’edificio, magari con la necessità di aprire o chiudere porte o finestre e aumentarne la volumetria. In questo caso si deve richiedere una vera e propria concessione edilizia, cioè l’autorizzazione del tutto simile a quella che si richiede quando c’è da costruire un nuovo edificio. La prassi è abbastanza simile a quella della ristrutturazione straordinaria, ma i tempi di approvazione sono più lunghi e prima di dare inizio ai lavori sono necessari tutti i nullaosta. Anche in questo caso non si può prescindere dalla consulenza di un professionista per la stesura del progetto, per l’adempimento di tutte le pratiche burocratiche e per la direzione dei lavori.

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